Overtourism e dintorni: esce “Ma quale turismo”, indagine di Francesco di Cesare sul boom internazionale
testo e foto di Giulio De Polo
“Sono scettico sui risultati ottenuti dall’introduzione della tassa di accesso a Venezia per frenare un certo turismo di massa durante determinate giornate. Il Comune ha incassato una certa somma ma, come sanno bene i privati, bisogna anche dare qualcosa in cambio a chi la tassa la paga. Portarla a 50 euro significherebbe per l’amministrazione offrire in cambio a chi decide di pagare servizi puntuali ed efficienti, di vaporetti comodi e senza ressa, già pagati (9,50 euro a tratta, ndr) molto di più che in altre città turistiche come Firenze, Roma e Napoli”.
Francesco di Cesare, presidente di Risposte Turismo, società di ricerca e consulenza a servizio della macro-industria turistica, non vuole creare polemiche anche perché il suo lavoro è quello di aiutare privati e amministrazioni pubbliche a gestire il fenomeno turismo. Di Cesare è un professionista del settore, professore universitario, che da 25 anni realizza con il suo staff di 8 giovani, in un grande ufficio di uno stabile a San Basilio, studi e soluzioni progettuali ed operative per organizzazioni ed imprese appartenenti al settore turistico. Risposte Turismo è, inoltre, impegnata nell’ideazione e organizzazione di iniziative a livello europee come l’Adriatic See Forum e l’Italian Cruise Day. Proprio in questi giorni Risposte Turismo ha pubblicato il suo ultimo lavoro dedicato al turismo nautico in Italia con dati ufficiali ed elaborazioni su croceristica, traghetti e nautica.
Inoltre Francesco di Cesare ha da poco dato alle stampe per McGraw Hill il suo nuovo libro: “Ma quale turismo. Riflessioni, considerazioni e qualche informazione su un fenomeno amato (e qualche volta odiato) da tutti”. Pagine piene di numeri ed analisi che partono da un dato di fatto: la crescita esponenziale del turismo. “Dal 2000 al 2019 si è passati da poco meno di 700 milioni di arrivi internazionali nel mondo “, scrive di Cesare, “a quasi un miliardo e mezzo nel 2026, con un tasso annuale di crescita del 4,1%”. E proprio sul fenomeno del cosiddetto overtourism, di Cesare offre la sua interpretazione, sottolineando le difficoltà nell’interpretare un fenomeno che non deve essere considerato come una moda, ma un campanello d’allarme per arrivare a decisioni anche difficili.

“Bisogna prendere atto in piccole località come Venezia”, spiega di Cesare “l’impatto che questo aumento del turismo ha sulla qualità di vita e sulla gestione dei servizi, arrivando anche a prendere della decisioni importanti come quella di istituire un limite agli ingressi con il numero chiuso”.
Di Cesare affronta anche un’altra problematica molto sentita dai residenti delle principali città turistiche europee: quella degli affitti brevi ai turisti. “La ricettività non convenzionale è un fenomeno che riguarda tutta l’Europa proprio per la crescita del turismo perché risponde ad una vera e propria esigenza: oramai si alloggia in albergo, ostelli, camping e case in affitto. Servono regole certe per chi vuole affittare ai turisti in modo di limitare il fenomeno. Ormai molti appartamenti turistici sono gestiti da società private e proprio per questo possono adempiere a determinati requisiti”.