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La mostra “Tiziano e il paesaggio” a Pieve di Cadore, il maestro torna nei luoghi natali

di Sonia Biasin

Raccontare Tiziano Vecellio come paesaggista è una sfida critica ancora poco esplorata. Proprio da questo spunto nasce la mostra Tiziano e il paesaggio, dal Cadore alla Laguna, in programma a Pieve di Cadore dal 23 gennaio al 29 marzo 2026. Un progetto di ricerca che riporta il maestro nei luoghi natali attraverso una mostra dossier essenziale e rigorosa.

Un dialogo tra due capolavori del Cinquecento
Il percorso espositivo mette a confronto due opere degli anni Venti del Cinquecento: l’unica opera firmata Titianus Cadorinus, prima veduta pittorica moderna dell’area marciana, e la monumentale xilografia con la Sommersione dell’esercito del Faraone nel Mar Rosso, su disegno di Tiziano. Due paesaggi diversi, lagunare e nordico, che restituiscono la centralità dello spazio naturale nella sua visione pittorica.

Pieve di Cadore fulcro degli studi tizianeschi
La mostra conferma Pieve di Cadore non solo come luogo natale dell’artista, ma come centro attivo di ricerca e divulgazione tizianesca, grazie alla collaborazione tra Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore, Comune e Magnifica Comunità del Cadore.

Autoritratto di Tiziano, dalla paletta di Pieve di Cadore

Un progetto culturale tra ricerca e grandi eventi
Inserita nel calendario delle iniziative per i 450 anni dalla morte di Tiziano e in concomitanza con i Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina, l’esposizione inaugura un programma più ampio che prevede una seconda mostra a luglio 2026 e un convegno di studi nel 2027, curati da Bernard Aikema e Thomas Dalla Costa.

La Magnifica Comunità del Cadore
Istituzione storica dell’autogoverno alpino, la Magnifica Comunità del Cadore rappresenta da secoli un presidio culturale e identitario del territorio. Attiva nella tutela del paesaggio dolomitico e nella promozione culturale, continua a svolgere un ruolo centrale nella valorizzazione del patrimonio storico e ambientale locale.

Le opere in mostra
La Pala Gozzi e la firma Titianus Cadorinus
Fulcro dell’esposizione è la Pala Gozzi (1520), prestito eccezionale giunto per la prima volta nei luoghi natali dell’artista. Oltre alla firma, l’opera consente di osservare gli schizzi preparatori sul retro, rivelando il processo creativo di Tiziano.
La xilografia del Mar Rosso e il paesaggio nordico
Accanto alla pala, la spettacolare xilografia in dodici fogli conservata a Bassano del Grappa mostra un paesaggio nordico dominato da un campanile gotico, confermando il ruolo narrativo e simbolico del paesaggio nell’opera tizianesca.
La casa natale di Tiziano riapre al pubblico
La mostra coincide con la riapertura, dopo il restauro, della casa natale di Tiziano, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva che completa il percorso espositivo e rafforza il legame tra artista, territorio e memoria storica.

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