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Alla scoperta del Marocco, zaino in spalla e non solo: i dintorni di Agadir

testo e foto di Paola Malagoli

Come promesso ecco Agadir, o meglio i dintorni di Agadir in 4×4.  Questa volta niente mezzi pubblici, ma tre giorni in fuoristrada insieme a Said, il mio driver di fiducia, un berbero che guida sulle dune fin da bambino, in maniera da poter meglio esplorare questa parte di costa tra litorali rocciosi e dune di sabbia a picco sul mare, riparate spiaggette di pescatori e ventosi paradisi dei surfisti. Ho fatto base ad Agadir, città di mare moderna, con la classica passeggiata lungo la spiaggia, i negozi, i grandi hotel e il… frequentassimo Mc Donald’s. Ci ricordiamo che siamo in Marocco solo per la bianca kasbah Oufella, che domina la città ed è raggiungibile in teleferica, e per il caratteristico Souk El Had con i suoi oltre 3.000 negozi (così scrivono le guide, ma io non ci sono ancora andata…).

Lascio, o meglio io e Said lasciamo alle spalle Agadir per imboccare verso nord la strada costiera che ci porta verso Imsouane, attraverso un susseguirsi di scorci panoramici sulle ampie baie che si aprono sul mare blu. La temperatura è mite anche se siamo nel mese di dicembre. In questo tratto di costa le spiagge sono note soprattutto ai surfisti, a cominciare da quella di Taghazout, ma superata la zona più turistica ci sono angoli di sabbia dorata, che bagnata dal mare diventa giallo più intenso, dove è bello fermarsi, sedersi su un tronco d’albero annerito dal sole per rilassarsi guardando verso l’orizzonte oceanico. Una pace infinita!

Ma prima di arrivare a Taghazout impossibile non scorgere e fare tappa a Aghroud, il villaggio più colorato del Marocco. Minuscolo, ma pieno di fascino. Le case sono tutte dipinte di rosso, giallo, blu e altri colori vivacissimi, i balconi sono pieni di fiori, le stradine sono strette e tortuose, il ritmo è lento e l’atmosfera è tipicamente marocchina. Ogni angolo è una scoperta e… una fotografia, poi lì davanti c’è l’oceano in tutta la sua grandezza. Un’atmosfera quasi irreale!

Proseguiamo lunga la strada costiera dalle mille sorprese per raggiungere Imsouane. Con la sua baia immensa, le sue dune di sabbia tra cui addentrarsi per arrivare al mare, le sue onde considerate tra le più lunghe al mondo, così amate dai surfisti, questo piccolo villaggio di pescatori, nonostante la crescente popolarità, riesce ancora a mantenere intatti l’ambiente naturale e la sua atmosfera caratteristica. Bello la mattina godersi la bassa marea tra le barche blu dei pescatori allineate sulla sabbia, mentre davanti agli occhi si apre lo spettacolo dei surfisti. Inerpicarsi poi nella parte più rocciosa della baia, arrivando nel cuore delle formazioni sedimentarie tra le quali si aprono spettacolari finestre naturali sul mare. Scendere più tardi nel cuore della cittadina, viva nonostante la stagione, per sorseggiare un ottimo caffè. E la sera, poco più in là, salire in 4×4 o a dorso di dromedario sulle dune sabbiose più alte per ammirare un magico tramonto.

La strada costiera a sud di Agadir regala invece spettacoli diversi. In 4×4 si può percorrere una pista sabbiosa che corre un po’ rialzata rispetto alla spiaggia in questo tratto piuttosto selvaggia. Da una parte c’è l’oceano, dall’altra si scorgono piccoli villaggetti inerpicati.  Siamo all’interno del Parco Nazionale Souss Massa che, con la sua grande diversità di biotipi (dune, steppe, boschi, zone umide e zone aride), offre una straordinaria diversità di flora e fauna. Il Parco, che copre circa 38.000 ettari, è stato scelto da quasi 250 specie di uccelli come casa durante la stagione invernale prima di migrare verso altri climi. In particolare, qui vive l’Ibis calvo, un uccello trampoliere alto 70 centimetri, riconoscibile per il suo lungo becco ricurvo e il suo piumaggio nero, ma soprattutto per la sua testa rossa completamente calva. Nidifica nelle rocce e si nutre di insetti. Oggi è diventata una specie in via di estinzione e il Parco Souss Massa ospita proprio l’ultima colonia nazionale di Ibis calvi, protetti attraverso un programma appositamente elaborato per garantirne la conservazione.

Prima tappa di questo itinerario costiero è Tifnit, a 45 km a sud di Agadir, tipico villaggio di pescatori arroccato all’interno di una baia. Le abitazioni più antiche sono direttamente scavate nella scogliera, sulla spiaggia di sabbia fine sono “parcheggiate” le tradizionali barchette blu perfettamente allineate, bellissime da immortalare!
Continuando su questa spiaggia selvatica, su e giù attraverso le dune di sabbia, si tocca Sidi R’Bat, un altro villaggetto dove ammirare le grotte dei pescatori, scavate alla base della scogliera, che raccontano di vita difficile e tradizioni antiche.
La pista sabbiosa a questo punto si interrompe e lasciamo la spiaggia per proseguire verso l’interno e visitare Tiznit. La prima cosa che mi colpisce di questa cittadina sono le mura merlate di colore rosa, che abbracciano la parte antica. Parcheggiamo e facciamo una breve passeggiata attorno ai bastioni, che richiamano tempi antichi di dominazioni e difese, prima di entrare all’interno della Medina descritta sulle guide come la caverna d’argento di Alì Baba. In effetti, per tradizione, qui è sviluppata la lavorazione dell’argento e all’interno dei cortili ad arco delle abitazioni si vedono ovunque maestri argentieri all’opera, secondo tecniche e simbologie millenarie. Tanti i negozietti, impossibile non uscire da Tiznit con un “gioiellino” in mano. Da classica turista ho comprato un paio di orecchini con il simbolo berbero e un braccialetto con la tradizionale “manina”!

Siamo a 75 chilometri circa da Agadir e proviamo ad andare un po’ avanti prima di girare la Toyota per tornare indietro. Riprendiamo la strada costiera, che corre ora un po’ più lontana dal mare, per puntare ancora verso l’interno dove iniziano le prime sabbie del deserto. Lo chiamano il “piccolo sahara”, ma non ci si deve aspettare di trovare la magica sabbia rossa, ma qui partono le prime distese sabbiose biancastre, le prime piccole dune, con ancora tracce di vegetazione. Per arrivare al cuore del Sahara ci sono ancora centinaia di chilometri…

I miei tour attorno ad Agadir finiscono qui, come questa volta anche la mia breve vacanza in Marocco. Ma sono già pronta a tornare tra un mese o poco più, il richiamo è sempre grande!
Alla prossima…

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