Farnese, un paese sulla roccia: qui si girò “Pinocchio”, una mostra e un percorso per tornare bambini
testo e foto di Giovanni Stefani
Vi ricordate il famoso film “Le avventure di Pinocchio”? Era l’aprile 1972. Andò in onda, suddiviso in cinque puntate, sul Programma Nazionale della Rai (l’attuale Rai Uno) e fu un successo planetario. Protagonista Nino Manfredi, nel ruolo di Geppetto, il piccolo Andrea Balestri nel ruolo di Pinocchio, Gina Lollobrigida in quello della Fata Turchina. E poi Franco Franchi il Gatto, Ciccio Ingrassia la Volpe, Vittorio De Sica il giudice. Regista, Luigi Comencini. La serie fu replicata nel 1982, in occasione del decennale. Un paesino di appena mille abitanti fu lo scenario delle riprese. E oggi Farnese – siamo in provincia di Viterbo – punta a farsi conoscere con una mostra e un percorso dedicati al celebre burattino.


La mostra
Si chiama “Mostra permanente I mille volti di Pinocchio” ed è promossa dall’associazione Il Borgo di Pinocchio con il supporto del Comune di Farnese, della Regione Lazio, di Tuscia in Fiore e della Società san Paolo. E’ aperta il sabato e la domenica, dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 17. Libri, oggetti e quanto può ricordare Pinocchio: qui c’è tutto. Una stanza piccolina – in effetti i promotori vorrebbero più spazio – è un vero e proprio concentrato del mondo “pinocchiesco”.
E gli adulti tornano immediatamente bambini perché sono tantissimi i ricordi dell’infanzia: le immagini del film che scorrono sugli schermi, intanto; poi le locandine, i volumi illustrati con le fotografie del set, quadri, cartoline, libri, libretti e librettini… E ancora: burattini di ogni misura, di legno grezzo o colorato. Pinocchio che ride, Pinocchio triste, bambolotti con le sembianze del nostro piccolo eroe, fino al classico Pinocchio snodabile che se ne sta seduto su una mensola in attesa di un bambino che abbia voglia di giocare. E i bambini, quelli veri, entrano in questo mondo fantastico e sgranano gli occhi…

Il percorso
Il “borgo di Pinocchio”, a poche centinaia di metri dal centro del paese, è una passeggiata che merita attenzione: proprio lì dove fu girato il film numerosi artisti hanno decorato i portoni delle case, la bottega di Geppetto è stata ricostruita ed è parcheggiato, per lo stupore dei più piccoli, il carro destinato al paese dei Balocchi. Impossibile sbagliare strada: all’ingresso un enorme murale riproduce Geppetto, il profilo di Farnese e, ovviamente, il nostro burattino preferito.
Bellissimo il Pinocchio riprodotto in un mosaico: è seduto a terra, gambe incrociate, sorriso dolce e sguardo sognante. Due file di casette in tufo accompagnano la visita fino a raccordarsi con il Sentiero dei Briganti, un itinerario che si snoda per quasi cento chilometri nel territorio dell’Alta Tuscia, attraverso un paesaggio tra i più selvaggi e meglio conservati d’Italia, tra Umbria, Toscana e Lazio. Qui si incontrano riserve naturali, un’oasi del WWF, laghi, fiumi ed aree archeologiche.



Farnese
E poi c’è il paese: Farnese. Che è bello di per sé: è un piccolo borgo medievale sospeso su un roccione di tufo, non lontano dal lago di Bolsena e dalla Toscana. L’enorme muraglia, le case in pietra, i grandi boschi tutt’intorno ne fanno un posto fantastico. Non è un luogo propriamente turistico: gli abitanti – un migliaio, appunto – lo rendono un posto autentico e vivo, sebbene animato da una comunità molto piccola. Le radici affondano nella Storia: primi insediamenti nell’età del Bronzo, dominio della famiglia Farnese nel ‘500, terra di brigantaggio nell’800.
Fino ad oggi: un paesino da dove i giovani tendono a scappar via verso le grandi città, ma chi resta tiene salde le tradizioni. E questo angolo della Tuscia diventa una visita indimenticabile.


