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Assisi, un battito lungo otto secoli: davanti a San Francesco il tempo si ferma

Nella Basilica Inferiore di Assisi il tempo sembra sospendersi. E si vive un istante che scalda il cuore e riporta indietro di ottocento anni, come se per una frazione di secondo si potesse camminare accanto a San Francesco d’Assisi senza filtri, senza distanza storica, senza mediazioni. È l’esperienza che migliaia di fedeli, arrivati da ogni parte del mondo, hanno scelto di vivere in occasione dell’ostensione nella Basilica di San Francesco d’Assisi, trasformando Assisi in un crocevia di spiritualità e devozione. Lo racconta il collega Giovanni Bosi nel quotidiano online TurismoItaliaNews.it.

Già dal primo giorno di apertura, di buon mattino, la fila silenziosa racconta più di molte parole. Si avanza lentamente, quasi in punta di piedi, con lo sguardo fisso sulla teca di cristallo che custodisce le spoglie del Poverello. Gli occhi non si staccano da quel segno tangibile, ma è soprattutto il cuore a muoversi, a evocare un pensiero che attraversa i secoli e si rivela sorprendentemente attuale: pace, fraternità, essenzialità.

In quel silenzio composto, carico di emozione, si comprende come il messaggio francescano non appartenga solo alla memoria, ma continui a parlare al presente. Non è semplice commemorazione, ma un incontro vivo, personale, che per molti diventa un atto di devozione profonda e insieme una domanda sul proprio cammino. Davanti a Francesco, Assisi non celebra soltanto il passato: offre al mondo una testimonianza che, oggi più che mai, appare necessaria.

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