Roma celebra il dialogo tra Italia e Tunisia: a Palazzo Valentini, protagonista la cultura del cibo mediterraneo
di Antonio Ranalli
A Palazzo Valentini il dialogo tra Italia e Tunisia passa dalla tavola. Datteri, harissa e tradizioni mediterranee sono stati i protagonisti dell’incontro “Italia e Tunisia tra cultura e condivisione”, promosso dalla Città metropolitana di Roma Capitale insieme al Consolato di Tunisia a Roma, in collaborazione con Multi Roma. Un’iniziativa, che si è tenuta mercoledì 20 maggio, nata con l’obiettivo di valorizzare il cibo come linguaggio universale di incontro tra popoli, culture e comunità.
Al centro della giornata, due simboli della tradizione tunisina: il dattero e la salsa harissa, prodotti identitari di una cultura gastronomica che affonda le proprie radici nel Mediterraneo e che oggi rappresenta anche un importante motore economico e commerciale per il Paese nordafricano.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali della consigliera delegata della Città metropolitana di Roma Capitale, Tiziana Biolghini, che ha sottolineato il valore sociale e politico dell’iniziativa. “Questa iniziativa rappresenta plasticamente il cuore della missione politica e sociale che portiamo avanti ogni giorno sul nostro territorio, insieme al sindaco Roberto Gualtieri”, ha affermato Biolghini, “Come promotrice della Consulta Permanente della Convivenza Interculturale della nostra area metropolitana, vedo in questo incontro non solo una celebrazione formale, ma l’espressione più pura di ciò che la Consulta vuole essere: un luogo orizzontale, partecipato e concreto di confronto, riconoscimento e cittadinanza plurale”. Biolghini ha poi rilanciato il ruolo strategico del Mediterraneo come spazio di cooperazione culturale e sociale: “Roma vuole e deve promuovere una nuova centralità del Mediterraneo. Non più periferia o frontiera blindata, ma perno strategico di un dialogo paritario e costruttivo tra Nord e Sud, tra Est e Ovest”.

Nel corso dell’incontro è intervenuto anche il Console della Repubblica Tunisina a Roma, Marwen Kablouti, che ha evidenziato come la tradizione culinaria tunisina rappresenti uno straordinario strumento di integrazione e dialogo tra i popoli del Mediterraneo. “Il cibo è uno dei principali veicoli del patrimonio culturale tunisino e racconta una storia millenaria di incontri tra culture arabe e mediterranee, riconosciuta anche dall’Unesco”, ha detto il Console, “Per la comunità tunisina in Italia, l’arte culinaria rappresenta uno straordinario strumento di integrazione e dialogo, capace di custodire l’identità e, allo stesso tempo, di arricchire la società che accoglie”.
Tra gli interventi più apprezzati anche quello del tour operator Sami Ben Hamida, che ha posto l’accento sulle profonde connessioni storiche e gastronomiche tra Italia e Tunisia. “Le nostre cucine condividono ingredienti, tecniche e tradizioni che raccontano secoli di scambi nel Mediterraneo”, ha detto Sami Ben Hamida, “Pensiamo ai cereali, all’olio d’oliva, alle spezie, ai legumi. Persino la polenta, oggi simbolo della tradizione italiana del Nord, affonda le proprie origini nelle antiche preparazioni a base di farine diffuse nel Nord Africa. La cucina tunisina e quella italiana parlano una lingua comune fatta di semplicità, qualità delle materie prime e convivialità”. Ben Hamida ha inoltre ricordato l’importanza crescente del “circuito culinario della Tunisia”, sempre più centrale nei percorsi turistici e culturali internazionali, grazie alla valorizzazione delle produzioni locali e delle eccellenze agroalimentari del Paese.

Un focus particolare è stato dedicato al mercato dei datteri, di cui la Tunisia è oggi uno dei principali produttori ed esportatori mondiali, soprattutto con la celebre varietà Deglet Nour, considerata tra le più pregiate a livello internazionale per consistenza, dolcezza e qualità nutrizionali. Il settore rappresenta una delle filiere strategiche dell’economia tunisina, con esportazioni in costante crescita verso Europa, Asia e Nord America.
Sul tema è intervenuta anche Francesca Rocchi, presidente di Slow Food Roma e coordinatrice del Festival Multi, che ha sottolineato l’importanza di promuovere il consumo dei datteri anche nelle abitudini alimentari quotidiane dei più piccoli. “Il dattero è un frutto naturalmente dolce, ma con caratteristiche nutrizionali molto diverse rispetto agli zuccheri raffinati. Contiene fibre, sali minerali come potassio e magnesio, oltre a vitamine e antiossidanti. Inserito correttamente nella dieta dei bambini può rappresentare una valida alternativa agli snack industriali e contribuire a una maggiore educazione alimentare”. Rocchi ha ricordato inoltre come il dattero, grazie al suo elevato potere energetico e alla presenza di fibre, favorisca un assorbimento più graduale degli zuccheri da parte dell’organismo, evitando picchi glicemici tipici dei prodotti ultra-processati.

A completare il programma, l’intervento dello chef Mounir Chaouch, che ha raccontato la qualità e l’importanza della produzione agroalimentare tunisina, oggi tra le più rilevanti nel panorama mediterraneo. Dall’olio d’oliva alle spezie, passando per conserve, cous cous e prodotti derivati dal dattero, Aousji ha evidenziato il crescente riconoscimento internazionale delle eccellenze tunisine e il ruolo della cucina come strumento di promozione culturale. Al termine degli interventi, gli ospiti hanno partecipato a una degustazione guidata di datteri e salsa harissa, alla scoperta delle diverse varietà, dei livelli di piccantezza e degli abbinamenti gastronomici più tradizionali.
A seguire, un buffet ispirato alla cucina tunisina con alcune delle preparazioni più rappresentative della tradizione mediterranea nordafricana: cous cous con verdure e carne speziata, brik croccanti ripieni, tajine tunisina, insalate mechouia a base di peperoni e pomodori arrostiti, oltre a dolci tradizionali ai datteri e miele. Un percorso sensoriale che ha trasformato il cibo in un autentico strumento di incontro, conoscenza e condivisione tra culture.