2. Mauritania Itp, il Signore del deserto: da Chinguetti verso Atari
di Mimmo Vita
Continua il viaggio “verso est” del gruppo di giornalisti Itp nei deserti della Mauritania che, ricordiamo per i meno avvezzi alla geopolitica, si trova nel continente africano sulla costa occidentale a sud del Marocco. Del resto a Chinguetti si dice che “in Africa se chiedi della Mauritania abbondano le facce attonite, se nomini Chinguetti tutti sanno dov’è!”.


Come mai? Perché al tempo della carovane Chinguetti era uno degli “hub”, per dirla con termine moderno, più gettonati di tutta l’Africa nord occidentale; questi “treni” di cammelli, dicono anche duemila, carichi perlopiù di sale e datteri, partivano verso oriente quotidianamente. Gli interessati al viaggio, commercianti e pellegrini – capolinea era la Mecca, si aggregavano alla carovana che offriva i servizi (a pagamento) per il tratto di loro interesse, tra gli altri la sicurezza durante il percorso; si disaggregavano giunti alla meta.
Oggi Chinguetti ha perso questo privilegio, ma rimane riferimento culturale (i manoscritti originali pluricentenari non solo islamici, ma anche di astronomia, grammatica, etc.) custoditi presso la Biblioteca d’Hehel Habot ed anche “porto” d’entrata per il Sahara.



E così anche i 5 pick-up del gruppo Itp si sono addentrati tra le sabbie dorate e le dune estese a perdita d’occhio. E a proposito di occhio, destinazione del convoglio è stato l’Occhio dell’Africa, una depressione di 50 km di diametro che se vista dall’alto, anche dal satellite, si presenta a forma circolare con andamento a spirale ed al centro un punto, insomma la pupilla. Non sono chiare ancora le dinamiche attraverso cui milioni di anni fa si è formata questa meraviglia, presente in una landa davvero desolata, probabilmente vulcanica. Non immaginiamo le temperature che d’estate si possono raggiungere in questo enorme catino, utilizzato un tempo dalle popolazioni locali per l’estrazione del salgemma, grattato dalle donne dalla superficie, che dalle fotografie aeree risulta chiaro. Lavoro infelice, ma ricchezza per il territorio a est di Chinguetti.
Si lascia questo luogo quasi ancestrale – perché il terzo giro (o cerchio) della spirale somiglia al cratere di un vulcano la cui sommità è facilmente raggiungibile in auto -, per la vicina, un’oretta, Oudane, antico centro sulla via per l’oriente, oasi inevitabile per la presenza d’acqua e i succulenti datteri. Come Chinguetti, anche Oudane ha una storia travagliata. E se la prima, nei secoli, è stata (spostata e) ricostruita due volte (causa alluvione…, rovine visitabili); Oudane, posta in cima ad una piccola altura, “solo una,” imputate: termiti e piogge. Sembra impossibile ma è così… Città antica interessante, bella la moschea.


Da qui il viaggio prosegue, quinto giorno, verso Atari, 25.000 abitanti, centro del commercio dei datteri. Ben visibili le coltivazioni di palme produttive, orgoglio di questo deserto dominato, i cui frutti vengono venduti al mercato cittadino, colorato e vivace come immaginabile, anche infilati a mo’ di collana. Si chiude la giornata, viaggiando sempre verso sud ovest, avendo per meta Ben Amera, secondo (o terzo) monolite al mondo, dimensioni 600×400 metri, enorme, all’ombra del quale viene allestito il campo tendato.
Si trova nella regione dell’Adrar, e secondo la tradizione locale, Aisha era la moglie di Ben Amera. Aisha è l’altro monolite gemello, a qualche km, col nome di donna per l’enorme fessura presente nella parte occidentale. La leggenda narra che Ben Amera, di ritorno da un viaggio, scoprì l’infedeltà di Aisha e, furioso, la esiliò insieme ai figli, rendendola pietra. L’ombra del grande signore del deserto, che al tramonto sembra laconico più che furioso, veglierà sul gruppo Itp, domani si andrà a ovest, verso il mare…
(2. continua)
