L’eredità di Milano Cortina 2026: Olimpiadi e Paralimpiadi lasciano un turismo più ricco
testo e foto di Giovanni Stefani
Concluse le gare, spenta la fiamma, riposte le medaglie… E’ tempo di fermarsi per capire che cosa hanno portato all’Italia del turismo i Giochi di Milano Cortina 2026. Le Olimpiadi prima e le Paralimpiadi poi sono state una doppia, grande vetrina del nostro Paese, delle sue eccellenze e della sua capacità di proporsi come comunità: lo sostiene un manager del turismo che è stato in prima linea in questo periodo. E’ Giuliano Vantaggi, direttore della promozione turistica della Regione Veneto. Lo abbiamo incontrato a Cortina d’Ampezzo, insieme ad alcuni soci di Italian Travel Press.

-Direttore, quale eredità lasciano questi due grandi eventi?
“Intanto lasciano una eredità notevole in termini di infrastrutture. Per esempio, sta cambiando molto la direttrice che da Venezia va verso Cortina, con nuove gallerie e una viabilità più snella. E poi cambia il tipo di turismo che ci conosce. Durante i Giochi l’89 per cento, qui a Cortina, parlava straniero, mentre fino a qualche anno fa si parlava solo in milanese e romano. Quindi cambia completamente il turismo che arriverà. Considerate l’offerta alberghiera: entro il 2028 arriveremo a tredici hotel a 5 stelle grazie ad altrettanti gruppi che lavorano con una clientela internazionale. E questi gruppi chiedono già ora al territorio di aiutarli con trasporti dagli aeroporti e servizi di ogni genere. Questo sarà un fenomeno che trascinerà tutte le vallate dolomitiche, ma anche le zone collinari, come le vicine Colline del Prosecco patrimonio Unesco, e le città d’arte. Noi in Veneto abbiamo già 74 milioni di presenze: il problema non è aumentarle, ma distribuirle meglio per fare in modo che più zone della regione vengano visitate”.


-Sarà dunque una Cortina sempre più esclusiva?
“No, non sarà così. Arrivano i grandi gruppi – che, attenzione, terranno aperto tutto l’anno, cambiando molte dinamiche – ma rimangono le famiglie ampezzane a gestire tutti gli altri hotel garantendo un’offerta diretta a ogni tipo di turista: dal camping ai tre stelle. Oggi noi ci impegniamo a promuovere tutte le stagioni: dal foliage alla fioritura primaverile, perché il turista vuole sperimentare tante cose. In passato non era così: si passava dall’inverno direttamente all’estate. Siamo, tra l’altro, in pieno coolcation, la tendenza dei turisti a ricercare refrigerio fuggendo dalle zone troppo calde: è il fenomeno più importante, in questo momento. E poi il turista cerca esperienze che stupiscano: a Cortina la nuova pista da bob verrà utilizzata anche dai taxibob per una discesa adrenalinica”.


-Rispetto alle aspettative iniziali, siete soddisfatti?
“Sì, molto. E tante cose ci hanno stupito in positivo. Abbiamo avuto anche un po’ di fortuna: le nevicate prima delle Olimpiadi hanno reso tutto bellissimo anche agli occhi del pubblico televisivo”.
-La comunità locale come ha risposto?
“E’ cambiata moltissimo, rispetto all’inizio. Molti non capivano cosa avrebbero significato le Olimpiadi, tranne quanti le avevano vissute nel 1956. Poi, con il passare dei giorni, hanno compreso che è un evento straordinario. Ci sono stati, è vero, alcuni disagi, ma poca cosa di fronte al fatto che il mondo ha detto: quanto bravi siete, quanto belli siete!”.


-Quindi, è una scommessa vinta?
“Sì, assolutamente sì. E adesso stiamo già guardando al futuro. Cortina sarà l’unica località del pianeta con cinque Coppe del Mondo: bob, skeleton, slittino, curling e sci alpino femminile. Ogni anno ci saranno tante manifestazioni”.
-Con Casa Veneto avete messo in vetrina tutte le eccellenze del territorio. Che risposta c’è stata?
“Durante le Olimpiadi abbiamo proposto la narrazione dei vari tipi di turismo possibili in Veneto mentre durante le Paralimpiadi si è scelto di parlare di turismo inclusivo, sociale, accessibile. Ogni giorno soggetti diversi, tutti hanno avuto la possibilità di raccontarsi”.


E Venezia, che soffre di overtourism, che ruolo avrà in futuro? Sempre di traino?
“In alcuni periodi dell’anno la città è effettivamente molto affollata. Vela, la società di marketing di Venezia, sta lavorando molto per far conoscere anche il circondario, le isole, in modo da diversificare i flussi. Teniamo presente che i turisti internazionali macinano chilometri senza problemi, dal Garda alle Dolomiti. Per loro, nell’arco di due ore, è tutta Venezia. Non per niente ci chiamiamo “The land of Venice”…
-Le altre zone di montagna del Veneto come sono andate durante i Giochi?
“Pensavamo a un calo fisiologico del 30 per cento proprio per la coincidenza con le Olimpiadi, invece qualche località ha fatto più 10 per cento rispetto all’anno scorso. Le Olimpiadi hanno trascinato tutto il comparto”.