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Dalle acque di Nepi un piccolo miracolo di genuina ospitalità

testo e foto di Giovanni Stefani

E’ come arrivare in un’oasi: macini chilometri tra colline boscose e all’improvviso compare lui, l’acquedotto. E quando passi sotto le sue arcate scenografiche, senti di essere arrivato in un posto speciale. Nepi e l’acqua: un rapporto stretto, fondamentale.

Certo, siamo un po’ condizionati dalla martellante pubblicità dell’acqua minerale, con un Alessandro Borghese che, tra un ristorante e l’altro, ci entra in casa di continuo con il suo sorriso furbo e la folta chioma di chef navigato. Ma l’acqua di Nepi, oltre ad essere una solida realtà economica, è davvero parte integrante del paese: due cascate si gettano rombanti nelle forre che circondano il centro storico e raccontano una natura selvaggia da cui emerge, eterno, lo sperone di tufo da cui tutto è cominciato.

Questo splendido borgo antico della Tuscia laziale, poco a nord di Roma, ha tante storie da raccontare. Il paesaggio è dominato dalla Rocca dei Borgia, una fortezza difensiva plasmata dalla potente famiglia rinascimentale dentro cui si dice si aggiri ancora il fantasma di Lucrezia.
Al centro della cittadina c’è il Duomo di Santa Maria Assunta che conserva sorprendenti tesori d’arte, testimonianze di varie epoche di vita religiosa.

Il Duomo di Nepi

Il Museo Civico raccoglie la memoria della comunità: importanti i ritrovamenti archeologici, drammaticamente suggestiva la Catacomba di Santa Savinilla che si può visitare poco lontano.
Nepi oggi, vive però una modernità alimentata dai prodotti del territorio. In testa c’è, come detto, la celebre Acqua di Nepi, e accanto ci sono il Pecorino Romano, i salumi e la cipolla, con numerose aziende che lavorano i frutti della terra e degli allevamenti secondo disciplinari precisi e tramandati negli anni. Una rete di imprese che dà vita al Biodistretto della Via Amerina e delle forre coinvolgendo altri 12 Comuni della zona, con l’appoggio delle istituzioni della provincia di Viterbo.

La parte ambientale ha una ricchezza che non t’aspetti. Molti i percorsi naturalistici, tra cascate e “cammini”, come la famosa Via Francigena e, appunto, la Via Amerina, antica strada romana nota anche come “Cammino della luce”.

La comunità di Nepi è capace di una ospitalità genuina e concreta. Coordinati con passione da Paolo Paoletti, consigliere comunale con delega al Turismo, piccoli imprenditori, proprietari di case antiche e volontari realizzano un miracolo di bellezza: il visitatore si innamora subito del paese, dei suoi ritmi lenti, delle chiacchiere con gli amici, dell’aperitivo in piazza. Nepi non ha l’aria di un borgo destinato ai turisti, ma è un borgo che trasmette autenticità. La sensazione è di essere dentro l’Italia più vera.

Il Pecorino romano

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