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Colline del Prosecco, sette anni dal riconoscimento Unesco: turismo in crescita, comunità consapevoli

Era solo un territorio di produzione del vino, per quanto famoso. Adesso è un territorio paesaggistico e culturale di valore mondiale. Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, in Veneto, riconosciute patrimonio dell’umanità Unesco sette anni fa, hanno fatto passi da gigante, raggiungendo risultati importanti e diventando una destinazione turistica conosciuta in Italia e all’estero. 7 luglio 2019: a Baku il riconoscimento Unesco. Un anno dopo, la nascita dell’Associazione per curarne la gestione. Oggi, sette anni più tardi, appunto, le Colline tracciano un bilancio lusinghiero: turismo in crescita, reputazione internazionale, progetti per la comunità e interventi concreti per la tutela del paesaggio.

A Conegliano (Treviso) un incontro per illustrare dati e valutazioni, presente tra gli altri il presidente della giunta regionale del Veneto Alberto Stefani. In questi anni – è stato detto – le Colline sono passate dall’essere percepite prevalentemente come il territorio di produzione di un vino che è portabandiera del Made in Italy nel mondo a diventare un paesaggio culturale, fondato sull’equilibrio tra uomo e ambiente e sui suoi caratteri identitari: dalle dorsali al sistema di ciglioni inerbiti, al paesaggio a mosaico. Tra il 2019 e il 2025 gli arrivi turistici sono cresciuti del 35,4%, passando da 186.592 a 252.553, mentre le presenze sono aumentate del 28,8%, da 445.524 a 573.664. Ancora più significativa la componente internazionale, con gli arrivi stranieri in crescita del 48,1% e le presenze straniere del 43,2%.

La crescita ha riguardato anche l’accoglienza diffusa: le strutture turistiche sono aumentate del 45,4% e i posti letto del 35,4%. Il comparto extralberghiero, in particolare, ha registrato un forte sviluppo, coerente con un modello di turismo lento, sostenibile e legato alla riqualificazione di edifici rurali, borghi storici e architetture tradizionali.

Accanto ai numeri turistici, c’è stato un rafforzamento della reputazione del territorio: il sentiment complessivo online è passato dall’86,2% del 2019 all’88,9% del 2025, con un risultato leggermente superiore alla media regionale del Veneto. Le Colline sono cresciute quindi non solo nei flussi, ma anche nella qualità percepita, nella fiducia e nell’attrattività.
Si è investito molto nei progetti dedicati alle persone: giovani, scuole, cittadini, operatori, amministratori e volontari. Un patrimonio Unesco vive davvero solo quando diventa consapevolezza diffusa, partecipazione e senso di appartenenza. Oggi le Colline sono più tutelate, più conosciute, più accessibili e più consapevoli della propria identità. Questo è il risultato di un lavoro di squadra fatto con le istituzioni, le imprese, le scuole, i cittadini e tutti coloro che ogni giorno contribuiscono a custodire un patrimonio che appartiene al mondo, ma prima di tutto alle comunità che lo vivono.

Il presidente del Veneto, sindaci e operatori

Tra i progetti più significativi portati avanti in questi anni ci sono: il Cammino delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, 51 chilometri tra crinali, vigneti e borghi, già percorso da oltre 10.000 camminatori provenienti da più di 40 Paesi; la rete dei 40 sentieri, pensata per favorire una fruizione ordinata e rispettosa del paesaggio; il percorso accessibile “Da Castello a Castello” a Susegana. E ancora: il Centro Visitatori di Villa dei Cedri in fase di realizzazione, i progetti dedicati alla gestione sostenibile della risorsa idrica, l’innovazione ambientale, la formazione dei giovani e la promozione culturale.

“Il bilancio presentato a Conegliano – dice la presidente dell’Associazione, Marina Montedoro – restituisce il senso di un percorso concreto: in sei anni l’Associazione ha trasformato il riconoscimento Unesco in un metodo di lavoro condiviso, capace di generare tutela, progettualità, reputazione e nuove opportunità per il territorio. Una traiettoria che guarda ai prossimi anni con lo stesso obiettivo: custodire il paesaggio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, rafforzarne l’identità e renderlo sempre più accessibile, sostenibile e vivo per le comunità che lo abitano e per chi lo visita”.

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