Festa della Bruna 2026: a Roma la presentazione nazionale tra tradizione, fede e candidatura Unesco
di Antonio Ranalli
La Festa della Bruna 2026 entra nel vivo con la presentazione nazionale del programma ospitata nella prestigiosa Sala dei 100 Giorni del Palazzo della Cancelleria Vaticana, a Roma. Un evento dal forte valore simbolico che accompagna Matera verso il 2 luglio, giorno in cui la città rinnova da ben 637 anni il proprio legame con Maria Santissima della Bruna, patrona della città e figura centrale di una delle celebrazioni popolari e religiose più antiche del Mediterraneo.

Mercoledì 27 maggio la giornata romana si è aperta con un momento particolarmente significativo per la delegazione materana, ricevuta in mattinata all’udienza generale da Papa Leone XIV. Il Pontefice ha rivolto una speciale benedizione alla città di Matera, alla Festa della Bruna e a tutti coloro che custodiscono e tramandano una tradizione che rappresenta uno dei simboli più profondi dell’identità culturale e religiosa lucana. Durante l’incontro, don Francesco Di Marzio, delegato arcivescovile per la Festa della Bruna, ha consegnato al Santo Padre una riproduzione della nuova corona della Madonna e dell’effigie sacra della Bruna, gesto che ha ulteriormente sottolineato il valore spirituale dell’iniziativa romana.
L’appuntamento nella Cancelleria Vaticana assume un significato ancora più importante nell’anno in cui Matera è Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo e mentre prende ufficialmente forma il percorso per la candidatura della Festa della Bruna a Patrimonio Culturale Immateriale Unesco. Un riconoscimento che punta a valorizzare non soltanto la continuità storica della celebrazione, ma anche il suo straordinario valore sociale e identitario, capace ancora oggi di coinvolgere l’intera comunità materana attorno ai simboli della devozione mariana.

Nel corso della conferenza stampa sono intervenuti, tra gli altri, il presidente dell’Associazione Maria SS. della Bruna, Bruno Caiella, il delegato arcivescovile don Francesco Di Marzio, il parroco della Cattedrale di Matera, don Angelo Gallitelli, e il sindaco della città Antonio Nicoletti. Tutti hanno sottolineato il valore della Festa della Bruna come patrimonio vivo della tradizione popolare italiana e come elemento centrale dell’identità culturale del Mezzogiorno.
Particolarmente numerosa la rappresentanza materana presente a Roma. Hanno partecipato i componenti dell’Associazione Cavalieri Maria Santissima della Bruna insieme al vicepresidente Davide Ingusci e al generale della cavalcata Angelo Raffaele Tataranni. Presenti anche Mariano Iacovone, presidente dell’associazione degli Angeli del Carro, i rappresentanti della storica Confraternita dei Pastori, il presidente dell’Ente Parco della Murgia Materana Giovanni Mianulli e Angelo Tortorelli in rappresentanza della Camera di Commercio di Matera. La presenza delle diverse realtà che animano la festa ha rappresentato simbolicamente l’intera comunità cittadina che ogni anno contribuisce alla riuscita della celebrazione.

Al centro della Festa della Bruna 2026 ci sarà il tema evangelico scelto per il Carro Trionfale realizzato dall’artista Francesca Cascione: “Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri”. Un messaggio che richiama il valore del servizio, della fraternità e della solidarietà in un tempo segnato da conflitti e tensioni internazionali. Proprio il tema del servizio diventerà concreto il 21 giugno con una cena solidale offerta “ai figli di Maria”, iniziativa che rafforza la dimensione sociale e comunitaria della festa.
La Festa della Bruna rappresenta una delle più importanti manifestazioni popolari del Sud Italia. Le sue origini risalgono al 1389 e da allora il rito si ripete ogni anno attraverso momenti che uniscono fede, folklore e partecipazione collettiva. Tra i passaggi più attesi ci sono la Processione dei Pastori nelle prime ore del mattino del 2 luglio, il percorso del Carro Trionfale trainato dai muli e soprattutto lo “strazzo”, il momento conclusivo in cui il carro di cartapesta viene assaltato e distrutto dalla folla. Un gesto altamente simbolico: i frammenti del carro vengono custoditi dai cittadini come segno di protezione e buon auspicio.

Il programma 2026 comprenderà oltre un mese di appuntamenti religiosi, culturali e popolari. Accanto ai momenti più solenni troveranno spazio iniziative rivolte alle nuove generazioni e nuovi strumenti di partecipazione. Tra gli appuntamenti più attesi ci sarà la “Bruna Passion Week”, contenitore culturale dedicato soprattutto ai giovani con podcast, dj set e la mostra “Come al 2 di luglio”. Tornerà anche il “Fantabruna”, il gioco online ispirato ai protagonisti della festa, mentre debutterà l’app “La mia Bruna”, pensata per coinvolgere i cittadini e i visitatori attraverso contenuti digitali e aggiornamenti in tempo reale.
Confermata anche la rassegna “Storie di donne”, dedicata alle esperienze e al lavoro delle donne che contribuiscono quotidianamente alla crescita culturale e sociale della città. Nel calendario 2026 è previsto inoltre il percorso “Maria, Madre dell’incontro”, con appuntamenti musicali e culturali dedicati al dialogo tra popoli e culture differenti. Tra gli eventi annunciati figurano l’esibizione della “Bondeko Chorale”, espressione della comunità congolese, la Festa dei Popoli accompagnata dalla musica dei “Balkan Lab” e il musical “Forza Venite Gente” dedicato alla figura di San Francesco, nell’anno dell’ottavo centenario del suo transito.