Msc Sinfonia, il lusso della misura giusta: una settimana nel Mediterraneo orientale
Una settimana nel Mediterraneo orientale a bordo della nave di classe Lirica, tra Santorini, Atene, Olimpia, Cefalonia e Corfù. Viaggio dentro una crociera che non punta sui record, ma sulle persone: dal Comandante Federico Scotto Lavina a chi, ogni giorno, rende speciale la vita di bordo.
di Tiziana Protopapa
Nell’epoca delle navi-città, dei parchi acquatici galleggianti e dei primati da comunicato stampa, salire a bordo di MSC Sinfonia ha qualcosa di controcorrente. Non è la più grande della flotta MSC e non ha bisogno di esserlo. Varata nel 2002 nei cantieri di Saint-Nazaire, battezzata da Sophia Loren e ampliata nel 2015 con una nuova sezione centrale di ventiquattro metri, la Sinfonia appartiene a quella generazione di navi che hanno scelto di restare a misura di viaggiatore. E dopo una settimana trascorsa tra i suoi ponti, partendo da Bari il 17 ottobre, viene da pensare che proprio questa sia la sua forza più autentica.

Il Mediterraneo dal ponte
L’itinerario di sette notti è un classico che non delude e che la Sinfonia, con le sue dimensioni contenute, interpreta con agilità. Dopo una giornata di navigazione nello Ionio, il tempo giusto per prendere confidenza con la nave, l’arrivo a Santorini regala uno degli spettacoli più emozionanti del Mediterraneo: la caldera che si apre all’alba, le pareti di roccia rossa e nera, il bianco dei villaggi sospesi sul bordo. Poi Atene, con l’Acropoli che domina la città dal Pireo; Katakolon, porta d’accesso al santuario di Olimpia dove nacquero i Giochi e dove ancora si accende la fiamma olimpica; Cefalonia, con il suo mare dai colori quasi irreali e una storia che per noi italiani è anche memoria; infine Corfù, la più veneziana delle isole greche, con la città vecchia patrimonio Unesco e il Liston affacciato sulla Spianada.
Ottobre si è confermato un mese ideale per questa rotta: luce morbida, temperature ancora gentili, porti finalmente liberi dalla pressione dell’alta stagione. Un argomento in più per chi guarda alla destagionalizzazione del turismo crocieristico come a una risorsa e non come a un ripiego.

Un viaggio di comunità
A bordo, in questa settimana, c’era anche un gruppo particolare: oltre centoquaranta soci della Pro Loco Cerceto di Cannole, giovanissimi e meno giovani, tutti volontari della Festa della Municeddha, uno degli appuntamenti più attesi in Salento, in un viaggio sociale organizzato dal presidente Oronzo Piccinno con il supporto di Ribes Viaggi di Altamura. Un osservatorio privilegiato per misurare la qualità dell’accoglienza: chi ogni estate accoglie e serve migliaia di visitatori, sa riconoscere subito quando il servizio è fatto bene.
Una nave che si impara in un giorno
Sulla nave Sinfonia bastano poche ore per orientarsi, e questo, in crociera, è già una forma di comfort. I ponti portano i nomi dei grandi compositori, da Beethoven a Mozart, da Bach a Brahms, e la musica ritorna negli ambienti, nei nomi dei locali, nell’atmosfera delle sere. Gli interni giocano con legno, ottone e marmo, in un’eleganza classica che non ha bisogno di stupire a ogni angolo. Il risultato è una nave dove ci si ritrova senza cercarsi, dove il bar della sera diventa in fretta un punto di riferimento e dove gli spazi comuni, dal ponte piscine al Teatro San Carlo, conservano una dimensione quasi domestica. È il lusso, sempre più raro, della misura giusta.

Ma una nave, prima ancora che di acciaio e di arredi, è fatta di persone. E qui la Sinfonia rivela il suo volto migliore. Al comando c’è il Comandante Federico Scotto Lavina, che guida un equipaggio di oltre settecento persone con quella calma autorevole che i passeggeri percepiscono senza bisogno di vederla: nella puntualità degli approdi, nella precisione delle manovre, nella sensazione costante che tutto sia sotto controllo.
Il ritmo delle giornate porta invece la firma del Direttore di crociera, vero regista della vita di bordo, capace di tenere insieme programmi, escursioni, spettacoli e imprevisti con un sorriso che non sembra mai di circostanza. Accanto a lui, Paola che nella settimana vissuta a bordo, è riuscita in un’impresa tutt’altro che scontata: coinvolgere un pubblico eterogeneo per età, provenienza e abitudini, con la bellezza della semplicità.

A tavola, il direttore di sala “orchestrava” un servizio che è forse il segreto meglio custodito della nave. Camerieri che dalla seconda sera ricordano gusti e abitudini, tempi scanditi con cura, un’attenzione che trasforma la cena in un appuntamento atteso. È qui che l’ospitalità italiana di MSC si fa più riconoscibile: non nel gesto plateale, ma nella cura discreta e costante. E lo stesso vale per il personale delle cabine, dei bar, della reception: una professionalità silenziosa che si nota soprattutto per l’assenza di intoppi e per l’attenzione alle single richieste.
Il valore della misura giusta
E alla fine del viaggio, ciò che resta di MSC Sinfonia non è un primato, né un’attrazione da raccontare. È la sensazione di essere stati ospiti, e non semplicemente passeggeri. In un mercato che spesso misura le navi in stazza e in numero di scivoli, la Sinfonia ricorda che la qualità di una crociera dipende, prima di tutto, dalle persone che la rendono possibile. E che a volte il viaggio più memorabile è quello in cui la nave smette di essere una destinazione per diventare, semplicemente, una casa sul mare.
