Viaggio a Lusiana Conco: sentieri, malghe e contrade sul balcone dell’Altopiano
testo e foto di Giovanni Stefani
C’è Marco, manager veneziano, che ha cambiato vita aprendo quassù un b&b nella vecchia scuola del paese, ha imparato a fare il gelato e oggi lo porta nelle contrade con l’ape elettrica.
C’è Sabrina, maestra elementare, mamma di tre figli, che nel tempo “libero” fa l’assessore all’istruzione e al sociale correndo di qua e di là guidando veloce lungo i tornanti della zona.
C’è Diego, architetto, che vive in pedemontana ma è “malato” d’altopiano e ha creato, nel nome dell’arte e della natura, un parco e alcuni sentieri nei boschi.
C’è Annarosa, che di mestiere fa la referente dell’ufficio cultura del Comune, conosce la “macchina” turistica come pochi e si fa in quattro per rispondere a residenti e turisti.


Marco, Sabrina, Diego e Annarosa sono volti autentici di una comunità che cerca una strada per il futuro. E’ gente di Lusiana e Conco, due paesi dell’Altopiano dei Sette Comuni, sulla montagna di Vicenza, a metà strada tra Asiago e Bassano del Grappa. I due centri hanno antenati cimbri – il popolo di boscaioli bavaresi che si insediò a Nordest nel 1200 -, le radici ben piantate a terra e identità distinte, ma si sono fusi dal punto di vista amministrativo nel febbraio 2019 perché, si sa, l’unione fa la forza e la sfida di vivere in montagna si affronta meglio se si mettono insieme risorse ed energie.
Il nuovo logo
Il nuovo logo del paese, il “balcone dell’Altopiano”, racconta bene questo progetto: le due N contenute nei nomi Lusiana e Conco si uniscono a sancire il legame, ma anche a raccontare il territorio: tornanti, tornanti e ancora tornanti. Sì, perché sulle pendici dell’Altopiano è un susseguirsi di colline e di vallate, boschi di faggio, prati, radure con fattorie, contrade e campanili. E’ una montagna vera, da dove generalmente i giovani scappano in città, i negozi chiudono, le case invecchiano, la vita sociale si spegne. Ma qui qualcosa di buono sta succedendo. I primi segnali negli anni del Covid: dalla pianura in parecchi sono saliti nella casa di vacanza o ne hanno acquistata una per farne la residenza principale, lavorare in smart working e vivere all’aria aperta, in semplicità. E poi è nata qualche nuova attività: bed & breakfast, piccoli ristoranti, qualche bottega… Lusiana Conco ha capito di poter resistere e ha messo in campo, molto di recente, un nuovo progetto di marketing turistico, tra cartelloni, insegne, materiale web e cartaceo.


Il Sentiero dell’Amore
Il Sentiero dell’Amore – partenza e arrivo a Santa Caterina – è un bell’esempio di come si può valorizzare un territorio. Tracciati in parte esistenti e in parte rinnovati, voluti inizialmente da un Comitato Donne e poi affinati da Diego Morlin, l’architetto appunto, oggi costituiscono una passeggiata di oltre 5 chilometri che raggiunge alcune contrade sperdute inerpicandosi, talvolta, nel bosco e poi tornando giù dolcemente verso valle. Lascia al camminatore la sensazione di aver conosciuto l’anima del posto perché si incontrano installazioni d’arte che parlano d’amore e d’armonia e testi, da leggere con calma o da cantare, che arrivano da poeti del nostro tempo, nient’affatto scontati: Alda Merini, Pablo Neruda, Fabrizio De Andrè, Francesca Michielin, Mia Martini, Jacques Prèvert.
Parchi, giardini e musei
C’è la mano di Diego Morlin anche e soprattutto al Parco del Sojo, un parco di sculture d’arte contemporanea. “Sono innamorato di questi posti – dice – merito di mio nonno malgaro che raggiungevo ogni domenica”. E poi c’è il Sentiero Valle dei Mulini, uno degli elementi del Museo Diffuso insieme al Museo Palazzon “Tradizioni della Gente di Lusiana”, al villaggio preistorico del Monte Corgnon, al Museo della Fauna Alpina, all’Area Labioli che racconta gli antichi lavori nei boschi, al Giardino Alpino “Dario Broglio” con 500 specie tra erbe, fiori ed alberi.


Lusiana Conco è un Comune molto vasto: oltre 60 chilometri quadrati con nemmeno cinquemila abitanti, 5 frazioni e ben 227 contrade. Il punto più a valle è a 229 metri, il più alto – udite udite – è 2336 metri perché la vetta più alta dell’Altopiano, ovvero Cima Dodici, è di “proprietà” proprio del nuovo Comune. Passa anche da Lusiana Conco la famosa Via delle Malghe, l’itinerario che mette assieme un centinaio di strutture presso cui, d’estate, gli allevatori di pianura portano in quota le loro mandrie producendo sul posto latte, burro e formaggi di alta qualità. L’Altopiano di Asiago (o dei Sette Comuni, appunto) ha il maggior patrimonio del genere in tutto l’arco alpino e ne ha fatto, nel tempo, un prodotto turistico molto apprezzato.
Tra banchi di scuola e gelato
A proposito di prodotti tipici, il gelato gusto “pane burro e marmellata” è una vera eccellenza di “Ricreazionegelato”. Lo produce Marco Baldan, titolare con la moglie Valeria della Scuola Guesthouse, il b&b ricavato nelle aule dove hanno studiato generazioni di abitanti: si dorme tra lavagne, banchi, carte geografiche e pagelle. “Cercavamo un posto bello per sfuggire allo stress – racconta – Siamo rimasti folgorati dalla vista sulla pianura, c’era il cartello vendesi e il giorno dopo abbiamo comprato”. Il b&b è stato scoperto, grazie ad un fotografo di passaggio, da tedeschi, svizzeri e austriaci, così la clientela è quasi sempre straniera, da mezza Europa, che ama dormire quassù al fresco e poi visitare Venezia e le altre città d’arte del Veneto.

Per dormire
Per dormire segnaliamo anche l’alloggio turistico b&b Ai Cortesi, giusto una camera, proprio una, in un vecchio fienile nella contrada che si chiama, appunto, Cortesi: si è in mezzo agli alberi e ci si può distendere in uno speciale “orecchio” di legno per ascoltare musica o più semplicemente i suoni della natura. Idea di una giovane coppia padovana evasa dalla città per vivere alle pendici dell’altopiano.
A Lusiana Conco non mancano, tuttavia, gli hotel di livello, come La Bocchetta Romantic Spa Hotel e Ristorante, 4 stelle superior nel cuore di faggete che in autunno danno spettacolo. Venti, in complesso, le proposte che si trovano sul sito ufficiale della località.
Per mangiare
Giovani anche i gestori del ristorante Felù, un locale molto carino con bella terrazza sul bosco; così come i titolari della Casa del Gnocco, ristorante elegante e curato; un gioiellino culinario l’Osteria Scièssere. Sono 27 i locali consigliati dal portale turistico.

Per una sosta
Ma se a Lusiana Conco vi basta un caffè, ecco il Baricentro, giusto di fronte alla chiesa di Santa Caterina. E’ un circolo Aps, ovvero di promozione sociale, inaugurato nel 2024 come spazio parrocchiale. “Qui si va di giochi da tavolo” dice Davide Segato, che lo gestisce con la moglie Giulia Svegliado pensando soprattutto ai ragazzi e al loro eccessivo attaccamento agli smartphone. E così nelle stanze del bar nascono le colazioni associative e altre iniziative per fare comunità. Un’oasi genuina in mezzo ai nostri tempi frenetici e digitali.
Tutte le informazioni
Lusiana Conco è in rete con tutto il resto dell’Altopiano: Asiago è il capoluogo, cittadina vivace e spesso sotto pressione turistica; gli altri paesi sono più tranquilli. Insieme, i Sette Comuni si stanno sforzando di operare d’intesa, proponendo ai turisti l’offerta complessiva del territorio. I “motori” della promozione di Lusiana Conco sono Sabrina Passuello, l’assessore (“ci è voluto un cambio generazionale per superare i tanti campanilismi”, dice), e Annarosa Passuello, la referente dell’ufficio cultura e turismo (“lavoriamo perché in ogni paese si sia preparati a raccontare le attrattive di tutti gli altri”). Il sito www.visitlusianaconco.it è il portale che raccoglie le informazioni utili. Il balcone dell’Altopiano, insomma, si affaccia sulla grande pianura veneta proponendo al mercato del turismo la sua bellezza semplice e vera.
