Padova dall’alto: la Torre degli Anziani riapre dopo 75 anni, riemerge un pezzo di Medioevo
C’è un pezzo di Medioevo che riemerge dalle profondità della Storia. A Padova riapre la Torre degli Anziani.
E’ il più antico edificio civico della città e, ovviamente, ne ha passate tante: esisteva già nel 1100, come torre nobiliare della famiglia Camposampiero, e diventò di proprietà pubblica nel 1215 quando il condottiero Tiso VI da Camposampiero, che aveva bisogno di denaro, la cedette alla comunità. Negli anni successivi venne inglobata nel complesso dei palazzi pubblici e venne affiancata dal Palazzo del Consiglio, da una nuova torre di colore rosso – per cui la vecchia torre venne ricoperta di calce bianca, per richiamare i due colori della città – e dal Palazzo degli Anziani, eretto nel 1285 e da cui la torre prende il nome.


Nel 1295 fu sopraelevata per accogliere una grande campana, arrivata come bottino dalla presa di Este; nel Seicento venne aggiunta sulla cima una lanterna a pianta ottagonale con una cupola, su cui venne collocata una statua raffigurante la Giustizia; il 25 febbraio 1695, a causa del più forte terremoto mai registrato in Veneto, magnitudo 6.5, si palesarono problemi di staticità e si vietò l’uso delle campane per timore di crolli. Nel 1938 iniziarono lavori di consolidamento e venne eliminata la lanterna, per cui la torre si abbassò di quasi dieci metri. Arriviamo ai nostri giorni: primi lavori nel 2004, poi nel 2023 ha preso avvio una profonda e delicata ristrutturazione rispettando le volte, le travi lignee, le catene storiche e il castello della campana.
Oggi, dunque, la Torre degli Anziani è visitabile. All’ingresso uno spazio museale multimediale accoglie il pubblico; poi, un sistema di rampe di scale metalliche antisdrucciolo, intervallate da pianerottoli per la sosta, permette di risalire l’edificio fino al raggiungimento di una prima volta, che viene superata per arrivare alla cella campanaria, dove si conserva, su un castello ligneo, una delle campane più grandi del Triveneto. Gli scalini sono 190. Non c’è ascensore. Dalla sommità, a 44 metri di altezza, la vista spazia a 360 gradi sulla città, dai tetti medievali fino alle Prealpi e ai Colli Euganei.

L’apertura gratuita prevista fino al 6 gennaio è andata esaurita in breve tempo; dall’Epifania le visite saranno a pagamento (6 euro, ridotti 4 e 3 euro), anche – per chi lo desidera – in abbinamento con il vicino Palazzo della Ragione, lo splendido tempio medievale della città. Dunque, un ulteriore gioiello d’arte va ad arricchire il patrimonio di Padova, che già tutela importanti beni Unesco come la celebre Cappella degli Scrovegni e il ciclo di affreschi del Trecento.
Ulteriori informazioni nel sito dedicato.